Pendolarismo, Videogiochi e Interpretazione…

Ultimamente sono sempre in viaggio visto che per impegni di lavoro di diversa natura sono costretto a un continuo migrare tra le due parti d’Europa nelle quali mi trovo impegnato, ovvero Bruxelles e l’area del Nord Italia.

Di conseguenza, quando viaggio e non guido, mi ritrovo sempre con tre alternative: ascoltare podcast in lingue conosciute e non (vedi danese), lavorare in mobilità e preparare le varie conferenze dove devo offrire i miei servizi come interprete, o scaricare la testa con un giochino per tablet che ultimamente è riuscito a riconquistare la mia attenzione.

Cercare di paragonare l’interpretazione di conferenza ad altre attività, che si tratti di sport o di altri esercizi che richiedono molto allenamento o preparazione, sembra essere qualcosa molto di moda tra chi insegna intepretazione. Ricordo insegnanti che proponevano metafore con il salto in alto, la maratona, la pittura, il ballo…qualsiasi cosa.

Quindi ho pensato di aggiungere la mia proposta, elaborando questa metafora: una sessione in cabina è come una partita a Cytus.

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Non so se conoscete già questo gioco, ma se avete un tablet di buona qualità, ve lo consiglio di cuore dato che dovrebbe essere in grado di offrirvi parecchi minuti di svago e possibilità di “ammazzare il tempo” nel caso di lunghi viaggi. Per descriverlo in poche righe, si tratta di un gioco che cerca in un qualche modo di portare nel mondo dei tablet i videogiochi di ballo o “dance-off” tanto popolari nelle sale giochi, proponendo una serie di canzoni che fanno da base a una prova di agilità per le dita e per la capacità di identificazione del ritmo. L’obiettivo è quello di “toccare” delle palline luminose nel momento giusto per ottenere il maggior numero di punti possibili. Probabilmente descriverlo è più complicato di giocarci, anche se i programmatori (di Taiwan) si sono veramente dati da fare per renderlo il più impegnativo possibile.

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Perché il paragone con l’interpretazione?

Ebbene, numero uno, entrambi questi esercizi richiedono di ascoltare e identificare ritmo e suoni per trovare la fluidità giusta e la velocità migliore per le diverse canzoni (per l’interpretazione, leggisi discorsi). In secondo luogo, bisogna tenere il giusto “décalage” e con questo intendo la posizione delle mani e la giusta distanza per prendere la pallina luminosa nel momento perfetto. E poi c’è la questione della densità: esattamente come avviene in ogni discorso, ogni canzone ha il suo momento in cui le palline sono semplicemente troppe, arrivano troppo in fretta ed è un attimo per finire nel pallone, pensare di non farcela più… Ed è proprio in quel momento che serve il sangue freddo per dire “fa niente, non pensiamo più agli errori e ritroviamo il ritmo giusto”.

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I parallelismi continuerebbero, con strategie diverse per ogni giocatore o per ogni canzone, il fatto che anche rifacendo la stessa canzone mille volte non si otterrà mai lo stesso risultato dato che basta il minimo imprevisto o una minuscola distrazione per ottenere risultati profondamente diversi, o ancora la questione che più si gioca e più esperienza si ha, più semplici diventano i vari livelli, arrivando a prevedere dal ritmo dove usciranno le palline…

Insomma: un paragone azzardato, ma a mio parere decisamente fondato e se qualche collega ha voglia di scaricarlo (è gratuito), provare un paio di partite e poi dirmi la sua, sarei più che curioso di sentire i suoi commenti.

Nel frattempo, buone partite!

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