Lingue vicine, lingue lontane…

Tempo fa avevo pubblicato un post sulle lingue più “facili” o più “difficili” da imparare (qui se ve lo siete perso) e, dalle statistiche del blog, ho notato che l’argomento interessa parecchio. A seguito di questo inaspettato successo, ho pensato di pubblicare un nuovo post sull’argomento per portare alla vostra attenzione un grafico tratto dal libro di linguistica “Metateoria della linguistica”, opera del ricercatore russo Tyshcheko e risalente all’ormai quasi lontano 1999 (praticamente fine del secolo scorso anche se fa quasi ridere dirlo).

Il grafico misura la distanza lessicale esistente tra le varie lingue europee e può risultare relativamente interessante per chi conosce già una lingua europea e sta pensando di “saltare” su un’altra lingua sfruttando la somiglianza o il grado di parentela esistente tra le due.

Ora, questo non significa che poi sarà “più facile” imparare questa nuova lingua, dato che la somiglianza può essere anche un’arma a doppio taglio (come ben sanno gli interpreti di spagnolo-italiano o di francese-italiano), ciononostante questo significa che due lingue “vicine” avranno molte parole simili (o identiche) e moltissime parole di origine comune, qualcosa che può facilitare l’apprendimento di vocaboli o l’acquisizione di una certa capacità di comprensione senza necessità di conoscere “tutte le parole”.

Distanza lessicale lingue

Il grafico è di facile lettura:

– i pallini rappresentano le varie lingue europee;
– le lingue appartenenti alle stesse famiglie linguistiche (lingue germaniche, romanze, ecc.) sono indicate con lo stesso colore;
– la grandezza dei pallini dipende dal numero di parlanti di una determinata lingua;
– le linee che collegano i pallini indicano il legame esistente tra le lingue, con una somiglianza più forte più la linea è nitida, più debole se tratteggiata.

Il grafico è molto interessante perché evidenzia diverse cose. Ad esempio, si può vedere subito che, tra le lingue germaniche, quella con più parole “condivise” con le lingue romanze è l’inglese (in particolare con il francese, probabilmente per via della vicinanza geografica e del legame storico tra i due paesi); oppure che nel temibile ceppo ungro-finnico, il finlandese è relativamente (molto relativamente) vicino allo svedese e fortemente legato all’estone. Oppure, si può apprezzare come il forte legame esistente tra tedesco e olandese sia in un qualche modo simile a quello registrato tra italiano e catalano (o portoghese e spagnolo).

Ancora una volta: la vicinanza mostrata dal grafico è semplicemente lessicale, quindi basata sull’esistenza di parole simili, uguali o con origine comune (latino, slavo, ecc.). Ciò non comporta automaticamente che le parole “simili” siano poi utilizzate allo stesso modo o seguendo canoni comuni per quanto riguarda il genere, le concordanze, l’uso di determinati articoli, eventuali declinazioni, l’obbligo di rispettare particolari strutture sintattiche, ecc.

In ogni caso il grafico può essere una bussola utile per decidere quale lingua affrontare come prossima sfida, magari proprio durante le ormai imminenti vacanze di Pasqua!

Buono studio!

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