Delle delibere e delle attese…

Come promesso, ecco il racconto completo del secondo step dell’esame d’accreditamento per interpreti freelance presso le istituzioni europee che ho superato con successo qualche giorno fa a Bruxelles.

Dato che ho ricevuto diverse e-mail da persone interessate a conoscere meglio la procedura, condivido con tutti la mia esperienza, sperando che possa servire a chi desidera avere qualche informazione in più…

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Cominciamo dal riassunto delle puntate precedenti: dopo il primo step (quello di pre-selezione, ovvero una simultanea inglese-italiano di 10 minuti fatta presso un centro accreditato vicino a Milano), sono passato al secondo step del famoso esame interistituzionale d’accreditamento per interpreti freelance presso le istituzioni europee, il quale per me consisteva in un totale di quattro esami (due simultanee e due consecutive) dall’inglese e dal francese verso l’italiano.

La seconda fase solitamente si svolge a Bruxelles, presso le strutture di una delle istituzioni europee (Parlamento o Commissione in base a chi presiede la sessione d’esame). Essendo tutto organizzato «lontano da casa», per partecipare a questo step le istituzioni rimborsano le spese di viaggio e d’alloggio (in base a una serie di requisiti ben chiari).

Per questioni di orari (il mio esame era previsto alle 10 del mattino) e di tariffe aeree, ho deciso di volare con Ryanair e arrivare in città il giorno prima dell’esame. Per chi non lo sapesse, Ryanair atterra presso l’aeroporto Charleroi di Bruxelles che si trova a circa un’ora di autobus dalla città, ma che è servito da un ottimo servizio shuttle che permette di arrivare comodamente e rapidamente in centro al costo di 17 euro.

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Prima cosa che mi ha colpito in Belgio: il vento. Seconda cosa: il prezzo della benzina! Rivedere il diesel a 1,28 euro mi ha portato indietro nel tempo…

Oltre a questo, Bruxelles è piena di ottimi alberghi e se dovete stare qualche giorno prenotando all’ultimo minuto consiglio a tutti di utilizzare booking.com per trovare la miglior offerta disponibile. Alcune volte si trovano anche camere in ottimi alberghi con colazione o cena inclusa, quindi occhi aperti e buona fortuna.

Essendo arrivato in città un giorno prima dell’esame, ho avuto modo di ambientarmi con calma, notando con piacere che ricordavo ancora la strada da seguire per trovare il Parlamento Europeo.

In serata, ultimi testi d’esercizio e poi a nanna presto prima del grande giorno…

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Inutile dire che durante la notte non ho dormito per niente.

Troppa agitazione probabilmente e, parlando con altri candidati, anche loro mi hanno confessato di aver avuto lo stesso problema.

Dopo essermi presentato con largo anticipo al luogo d’incontro previsto con il funzionario incaricato di portarci alla sede d’esame (un’aula dell’edificio Antall del Parlamento Europeo), ho avuto modo di incontrare gli altri candidati «nel mio slot orario».

In tutto eravamo in quattro, due italiani e due spagnoli (in questo caso l’esame era appunto per la cabina italiana e quella spagnola). Naturalmente, le commissioni d’esame delle due cabine erano separate e «schierate» in due aule diverse, quindi dopo aver augurato in bocca al lupo ai due colleghi spagnoli, non li ho più rivisti.

In totale durante tutta la giornata sono stati esaminati sei candidati italiani e sei candidati spagnoli, dividendo le prove tra mattina e pomeriggio.

Al mattino, entrando in coppia nel caso entrambi i candidati avessero la prova nella stessa lingua, siamo stati esaminati in consecutiva. Ogni prova è cruciale per il superamento dell’esame e nel caso non sia valutata positivamente, si viene fermati. Il tutto procede quindi in un qualche modo seguendo una procedura a eliminazione, lasciando però sempre tempo alla commissione d’esame di fornire un feedback al candidato e dirgli eventualmente cosa non è andato bene, permettendogli così di aggiustare il tiro nel caso abbia fatto qualche errore oppure sapere perfettamente perché la prova è stata valutata «non sufficiente» e in questo caso lavorare sugli aspetti sottolineati per ripresentarsi in futuro e non commettere gli stessi errori.

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La commissione d’esame è abbastanza numerosa (6 o 8 interpreti funzionari) ed è molto formale nel rapporto con tutti i candidati, ma allo stesso tempo fa del proprio meglio per farli sentire a proprio agio e per ridurre al minimo lo stress della situazione.

Le prove di consecutiva sono presentate ad alta voce e dal vivo da un relatore madrelingua (interprete a sua volta). I due candidati, se entrati insieme, prendono appunti in contemporanea e poi uno alla volta procedono alla propria delivery (naturalmente, chi non fa la delivery, esce dall’aula).

I testi sono sempre logici, esposti a una velocità «giusta» e in maniera chiara e strutturata. Naturalmente sono pur sempre testi d’esame e quindi qualche difficoltà «progettata» la contengono, in ogni caso non sono testi impossibili. Le difficoltà sono inserite per capire come ogni candidato reagisce ad esse e come le risolve, quindi anche se la delivery non è perfetta, non preoccupatevi: la commissione d’esame valuta tutto, anche il livello di difficoltà del testo.

Per quello che riguarda gli argomenti, aspettatevi di tutto: storia, attualità, medicina, economia, politica… Il ventaglio d’argomenti è molto ampio e quindi bisogna essere veramente pronti a qualsiasi cosa.

Personalmente mi è capitato un testo storico per la consecutiva d’inglese, uno medico per la consecutiva di francese e poi due testi di carattere economico-politico per le simultanee.

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Terminato l’esame, la commissione si riunisce per deliberare: se la prova è valutata positivamente, si continua con la successiva, altrimenti si viene fermati. Le delibere possono essere anche abbastanza lunghe (stile esami universitari) e probabilmente è il momento più stressante, perché non si è mai sicuri di come sia andata veramente. Ogni tanto si esagera in positivo, non riconoscendo errori palesi, ogni tanto si esagera in negativo, pensando di aver fatto veramente schifo. In entrambi i casi, l’ansia prende quasi sempre il sopravvento e quindi dal corridoio si «allungano le orecchie» per cercare di sentire quando qualcuno sta arrivando per richiamarvi in aula e comunicarvi il giudizio.

Nel caso in cui le prove di consecutiva del mattino vengano superate, si torna al pomeriggio per le simultanee.

In questo caso, i testi di partenza sono dei video registrati e in stile «speech repository» per chi conosce il database virtuale dei testi d’esercitazione forniti dalla DG Interpretazione. Per fare le simultanee, ovviamente, si entra in una delle spettacolari cabine di Bruxelles, dove è installato un monitor per vedere il video del discorso. In aula, la commissione segue la delivery tramite le cuffie, simulando così perfettamente una situazione di lavoro reale.

Le cuffie in dotazione in cabina sono di qualità soddisfacente, anche se richiedono qualche minuto per abituarsi e per capire come “sfruttarle” al meglio. Il tempo per farlo viene fornito prima di avviare il video, testando il microfono e il resto dell’attrezzatura. All’inizio di ogni video viene sempre presentato l’argomento del discorso pronunciato, permettendo così al candidato di avere un’idea generale di cosa si parlerà e lasciando quindi ancora un po’ di tempo per sistemare il volume e concentrarsi sulla prova che sta per iniziare.

Il superamento delle prove di simultanea permette quindi di concludere con successo il secondo step dell’esame d’accreditamento. Terminata l’ultima delibera, si viene quindi richiamati in aula per comunicare il risultato generale dell’esame e per fornire una serie di commenti riguardo tutto quello che è stato apprezzato (punti forti) ed eventuali cose da migliorare (punti deboli). Dopodiché la commissione d’esame comincia ad «analizzare» più a fondo il dossier del candidato, parlando di possibili altre lingue da aggiungere o proponendogli attività per migliorare ulteriormente le proprie tecniche di interpretazione.

Per concludere, stretta di mano ai membri della commissione d’esame e fuori a festeggiare…

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Finita la seconda fase, mi trovo quindi ad aspettare informazioni riguardo il terzo step di questo lungo processo.

Per il sottoscritto, il terzo step consisterà nell’aggiunta della terza lingua (spagnolo) e quindi esami di simultanea e consecutiva dallo spagnolo all’italiano.

Vedremo cosa accadrà, nel frattempo il secondo step è andato!

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