Jeff Hawkins e le sue idee sull’intelligenza…

Recentemente, dopo aver iniziato a guardare una serie americana intitolata Perception e aver fatto esercizio di simultanea su alcune presentazioni di neuroscienziati, ho cominciato a interessarmi alla neuroscienza e alla meravigliosa «macchina» del cervello. Il modo in cui esso funziona e permette di percepire il mondo che ci circonda, mi affascina, per non parlare della questione della coscienza e della differenza tra mente e cervello.

Perception

Quindi, per approfondire l’argomento senza entrare troppo nei dettagli biologici, ho deciso di acquistare un libro abbastanza semplice e che espone una teoria interessante sui meccanismi di funzionamento del cervello, una specie di teoria generale dell’intelligenza. Il libro in questione è On Intelligence ed è opera di Jeff Hawkins, imprenditore di successo del mondo della tecnologia con una grandissima passione e interesse per la neuroscienza e l’intelligenza artificiale. Per chi lo ricorda ancora, Hawkins è l’inventore del primo computer palmare, nonché il fondatore della Palm Computing e della Handspring.

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Il libro risale al 2004, ma la teoria esposta è particolarmente interessante, oltre che sorprendentemente semplice una volta compresa nel dettaglio. Soprattutto, sembra funzionare e poter essere applicata a ogni cosa: percezione del mondo, apprendimento, linguaggio, creatività, conoscenza, coscienza… Sicuramente ha i suoi difetti e dovrà essere perfezionata e sviluppata, ma a mio parere risulta essere un passo nella giusta direzione per cercare di capire l’opera evolutiva più sorprendente della natura.

Cercare di riassumere questa teoria in poche righe, non è facile, ma ci proverò, con l’obiettivo di provare a stimolare la vostra curiosità.

Hawkins parte da una domanda semplice: cos’è l’intelligenza? Per lo scienziato americano, l’obiettivo di questa domanda è quello di trovare una formula che gli permetta di replicare l’intelligenza umana nelle macchine e quindi il suo approccio non è filosofico o religioso, ma molto pratico. Il suo obiettivo è arrivare a una risposta semplice e strutturata, come ogni altra grande teoria scientifica.

L’intero concetto di intelligenza sviluppato da Hawkins si basa sul binomio memoria-previsione. Solitamente, tendiamo a valutare l’intelligenza in base al comportamento e quindi ci aspettiamo che una macchina sia intelligente solo nel caso in cui si comporti come un essere umano, oppure «l’intelligenza» degli studenti viene valutata in base alla loro capacità di studiare concetti e applicarli (o ricordarli), concentrandosi sempre sul loro comportamento. In realtà però semplicemente nel leggere qualcosa e nel comprenderlo, l’intelligenza dello studente in questione si manifesta. Anche solo rimanendo sdraiati al buio e senza un comportamento particolare è possibile essere intelligenti e senzienti.

Analizzando e spiegando nel dettaglio come il nostro cervello elabora gli stimoli provenienti dal mondo esterno, Hawkins spiega come i nostri cervelli cerchino di categorizzare e memorizzare il mondo in base a sequenze ordinate e che vengono trasformate in stimoli elettrici grazie ai nostri sensi, permettendoci così di riconoscere e percepire quello che ci circonda tramite un meccanismo di rilevazione, memorizzazione, astrazione e creazione di previsioni in base a ciò che abbiamo memorizzato.Cervello_Homer

Le nostre percezioni quindi si basano in gran parte su quello che abbiamo imparato e vissuto (memorizzato), nonché un complesso sistema di previsione che continua a verificare che le percezioni ricevute corrispondano alla memoria registrata, reagendo nel caso in cui questo non sia vero.

L’esperienza, la pratica e l’allenamento permettono di rafforzare il «circuito» legato a una determinata attività o competenza, permettendo di rispondere più rapidamente a un impulso dato, visto che la memoria riesce a prevedere meglio ciò che sta per accadere. Ecco perché l’esperienza rende perfetti.

Questa idea si basa sulla premessa che il cervello utilizzi la stessa matrice di elaborazione per interpretare i segnali elettrici provenienti dai vari sensi: vista, tatto, udito quindi sono tutti segnali elettrici, processati ed elaborati in sedi diverse ma strutturate e cablate allo stesso modo.

Questo ci porta a un altro concetto chiave: il cervello è cieco. Per dirla in altre parole, il cervello non vede, sente, annusa, tocca o assaggia il mondo, ma ricrea il mondo che ci circonda al suo interno elaborando e interpretando segnali elettrici di natura identica inviati dagli altri organi. Il confine mente/mondo reale scompare: per la mente non c’è limite tra sé stessa e quello che percepisce, dato che tutto è ricreato al suo interno. Sì, la mente sa che il nostro corpo è limitato per via dei nostri sensi, ma allo stesso tempo considera sé stessa parte di un mondo perenne e infinito (ed ecco come Hawkins spiega la coscienza).

Ciò non significa che il mondo esterno non esista: probabilmente l’immagine data dal nostro cervello è abbastanza fedele alla realtà esterna. Il significato di tutto questo è che la realtà è quello che i nostri cervelli interpretano e percepiscono, qualcosa che si basa sugli stimoli provocati dai segnali elettrici che raggiungono il cervello e le memorie che abbiamo delle sequenze di questi segnali.

Brain

Immaginazione e creatività sono altre facoltà intrinseche al sistema: un’esperienza trasmette un segnale al cervello e questo segnale stimola determinate regioni cerebrali che inviano nuovi segnali elettrici e permettono di pensare e ricordare cose diverse grazie a una specie di effetto domino. Seguendo circuiti diversi creatisi tramite esperienze personali e di vita, un segnale elettrico può far accendere il nostro cervello come una lampadina, portandolo a collegare concetti e memorie diverse che a prima vista possono sembrare del tutto scollegate.

Questa descrizione è molto rapida e cerca di riassumere una teoria descritta in più di 200 pagine in poche righe, quindi scusatemi se non sono stato chiarissimo. Inoltre, la teoria di Hawkins non affronta ragionamenti legati alle emozioni e alle parti più «antiche» del cervello, concentrandosi unicamente sulla neocorteccia. Anche il ruolo dell’ippocampo, struttura cerebrale importante nella formazione della memoria, è affrontato solo rapidamente. In ogni caso il libro è molto interessante e ha il potenziale di rivoluzionare completamente il modo in cui considerate il mondo che vi circonda.

Vi lascio con un video di Jeff Hawkins a un evento TED e con il link al suo libro su Amazon (http://www.amazon.com/On-Intelligence-Jeff-Hawkins/dp/0805078533).

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