Il dietro le quinte di una traduzione…

Questo vuole essere un post tecnico e professionale. Lo dico subito così chi non è interessato ha modo di fermarsi immediatamente e non mettersi a leggere tutto. Niente esperienze strane, modi di dire o racconti, solo riflessioni legate a una questione molto semplice: cosa di nasconde dietro una traduzione?

Recentemente ho avuto modo di pensare di scrivere un post su questo argomento perché mi sono trovato a sudare le vere e proprie sette (otto, nove, dieci) camicie per un paio di traduzioni abbastanza toste e mi son reso conto che non tutti sanno quanto complicato possa essere il processo che porta a cambiare totalmente l’aspetto esteriore di un testo per farlo passare da uno scritto che indossa le vesti di un elegante italiano in smoking pronto per una cena raffinata, a quelle di un distinto gentleman inglese pronto per andare a teatro…

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Quindi ho pensato di sfruttare il blog per parlare sommariamente delle varie fasi che richiede una traduzione, tanto per cercare di far intendere come non sia un processo immediato e scontato, ma invece qualcosa che richiede tempo, pazienza e precisione.

Ora, si potrebbe partire ancora più a monte e parlare addirittura di come contattare il cliente e ottenere un incarico, ma dato che quella è una fase che conosco ancora poco e che (sfortunatamente) non si basa su scienza certa, la salterò e passerò direttamente alla mail d’incarico del cliente che dice: «Traducimi questo testo perché lo voglio pubblicare in questa rivista il prima possibile. Ciao».

Cosa fa il traduttore a questo punto (oltre che pensare «cosa avrà voluto dire con ‘prima possibile’»)? Molti risponderebbero «si mette a tradurre»…. Sbagliato.

In questo caso, mi rifarò a una traduzione semplice che non richiede l’uso di CAT tools o di memorie di traduzione… Una traduzione scientifico-letteraria, discorsiva e con un buon livello di creatività da parte di un autore che conosciamo già.

1) LEGGERE, ANALIZZARE, CAPIRE E RILEGGERE…

Man Reading Book and Sitting on Bookshelf in Library

Nell’affrontare un incarico del genere, la prima fase di lavoro richiede un’approfondita e dettagliata lettura e analisi del testo ricevuto. In questo caso, non parlo solo di un’analisi linguistica legata ai termini, ma anche (e soprattutto) di un’analisi contenutistica e logica: quali sono gli argomenti affrontati, quale è la tesi del testo, come si sviluppa, dove vuole andare a parare l’autore, quali argomenti sono toccati in maniera tangenziale ma pertinente alla tesi presentata…e soprattutto: riesco a capire quello che è presentato nel testo? Riesco a seguire la logica o ci sono «buchi neri» che non mi permettono di stare dietro al treno dei pensieri dell’autore? Infatti, se sfortunatamente ciò accade, sarà meglio cominciare immediatamente a chiarire i concetti…

wiki

Ecco quindi che alla fase di lettura e d’analisi, si aggiunge quella di comprensione e di aggiornamento (chiamata anche «fase del corteggiamento e dell’amore infinito per Wikipedia»): a cosa si riferisce l’autore quando parla di quel particolare movimento filosofico dell’ottocento? Lo conosco? Quali erano i concetti fondamentali di quella scuola di pensiero? Da notare che questa fase non è legata alla pretensione del traduttore di voler sapere tutto (nonostante non sia nemmeno del tutto scollegata da essa dato che i traduttori e gli interpreti sono l’archetipo delle persone che vorrebbero conoscere sempre una pagina più del libro, tanto per andare sul sicuro), ma piuttosto è legata a una vera e propria necessità del traduttore: capire per poter tradurre e quindi trasmettere in maniera adeguata.

«Don’t just translate words, translate ideas»: il motto è sempre quello, trasmettere i concetti e non le parole (per quello, c’è Google Translate).

2) MA “LORO”, COME PARLANO DI QUESTA COSA? CHE TERMINI USANO?

Bene, quindi stiamo leggendo, stiamo analizzando, stiamo comprendendo: visto che ci siamo non sarebbe meglio cominciare a tirarci avanti e vedere come alcuni concetti si trasmettono nella lingua d’arrivo? Per guadagnare un po’ di tempo, sicuramente l’idea di cominciare a cercare qualche testo parallelo o testo in lingua d’arrivo che parla di argomenti simili a quelli trattati per segnarsi alcuni termini è ottima. Il fatto che questo non crei confusione, è un’altra questione… In ogni caso, in questo modo la fase di ricerca durante la traduzione dovrebbe essere alleggerita (in parte).

Ok, quindi ci troviamo nel bel mezzo di questa prima fase di «lettura-comprensione-chiarimento-ricerca di testi paralleli e termini»…e quando la terminiamo cosa facciamo?

Cominciamo a tradurre? Ni…

3) MOLTE VOLTE, SI TRATTA DI UNA QUESTIONE DI STILE…

GuardianStyle300Prima di cominciare a scrivere, una buona idea è quella di controllare le linee guida di stile dateci dal reddatore o dal cliente. Infatti, è buona regola cercare di rispettarle fin dalla prima stesura della traduzione, dato che in questo modo ci risparmieremo qualche grattacapo in fase di revisione. Dobbiamo quindi capire immediatamente come utilizzare la punteggiatura, che spelling utilizzare, come citare le fonti (esistono sistemi diversi per diverse discipline), come evidenziare le citazioni, come riportare titoli di libri o di altri testi, ecc.  Un’altra cosa utile da fare è dare un’occhiata alla bibliografia del testo (se presente) e controllare le citazioni nel testo per cercare subito su internet delle copie elettroniche di quanto citato e magari già stato tradotto: questo ci permetterà di avere una fonte ufficiale alla quale rifarci per quella determinata citazione (se questo non è possibile farlo, si può ricorrere a una «traduzione di servizio», ma la cosa non sempre è apprezzata o possibile).

4) Fatto anche questo si può cominciare: VIA CON LA TRADUZIONE!

Si avviano dizionari elettronici (bilingue e madrelingua), programmi di videoscrittura, glossari, browser internet, le solite 20-25 schede a finestra…VLC con un po’ di musica classica se volete…e via a rovinarsi gli occhi a leggere, capire, tradurre, rileggere e controllare; procedura da ripetere a sfinimento fino al punto finale.

Fatto questo, avremo la prima stesura della nostra traduzione.

5) TRANSLATE DRUNK, PROOFREAD SOBER…

proofreading

Ora, bisogna prepararsi alla rifinitura e revisione. Ecco quindi che si torna a leggere e rileggere il testo: prima da solo per controllare la logica e contenuti; poi da solo per controllarlo linguisticamente e sintatticamente; poi a confronto con l’originale per controllare la qualità della traduzione; poi nuovamente da solo per controllarlo ancora una volta…e se non sapete cosa fare, un’ultima lettura non fa mai male!

Fatto questo, che altro? Beh, sperando che non ci sia una bibliografia da tradurre (cosa che può anche portare alla pazzia in alcuni casi) e siate riusciti a seguire per filo e per segno le richieste stilistiche del cliente, dovreste essere quasi giunti alla fine, basta solo salvare e preparare il file da mandare.

Naturalmente, prima di spedire, non sarebbe male inviare il tutto a un collega o un madrelingua per una revisione esterna…ma questa è una fase che (purtroppo) molte volte salta per mancanza di tempo o di risorse (infatti non l’ho fatto nemmeno per questo post e puntualmente mi sono arrivate le correzioni post-pubblicazione).

Ok, se abbiamo finito e siamo pronti, possiamo anche preparare la mail per il cliente e inviare il tutto, provando quella sensazione di liberazione-gioia-paura appena prima di cliccare il tasto «invia» e zittendo quella vocina che ci dice «dacci ancora una letta che non si sa mai»…dopotutto, la scadenza è tra un minuto…

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