Interprete in campo…

Nuova settimana, nuove esperienze. Appena tornato dal fantastico WISE di Valencia, dove per una settimana ho avuto modo di rinfrescare le mie conoscenze di spagnolo e la mia tecnica di consecutiva, ho avuto immediatamente l’opportunità di ributtarmi nella mischia dell’interpretazione e di «scendere in campo» (letteralmente) con blocchetto, penna e microfono in mano.

Occasione: la presentazione di una serie di nuovi acquisti della Fiorentina, squadra che in questi giorni si trova in ritiro a Moena, a soli dieci chilometri di distanza dal mio paese, Predazzo (in Trentino Alto-Adige).

Un’occasione nata un po’ per caso e per «vie traverse», con un contatto arrivato tramite una persona che mi conosceva perché aveva frequentato la mia stessa scuola a Trento (ISIT) e che non poteva realizzare l’incarico perché già occupato. Comunque, la morale è che sono stato ingaggiato da un’agenzia internazionale di interpreti per eventi calcistici e quindi sono finito in sala stampa per tradurre le parole di Marcos Alonso Mendoza, Gustavo Munúa e Aleksandr Iakovenko.

alonso-presentazione_bazza

Giocatori di origini diverse e con le proprie particolarità, anche a livello di lingua parlata, dato che Alonso parla un castellano molto pulito, Munúa uno spagnolo con forte accento sudamericano e Iakovenko invece un inglese con accento dell’Est Europa. In totale, le giornate di lavoro sono state tre, con un’interpretazione in chuchotage delle domande fatte in italiano ai giocatori (verso spagnolo o inglese) e una semplice consecutiva verso l’italiano per tradurre le risposte ai giornalisti. Inutile dire che, nonostante gli interventi fossero abbastanza semplici, hanno richiesto come sempre una certa preparazione per conoscere meglio le caratteristiche e il passato dei vari giocatori, oltre che i termini calcistici nelle varie lingue.

Tirando le somme, una volta terminata l’ultima presentazione, posso dire che l’esperienza è stata molto gratificante e interessante.

Ogni conferenza stampa è stata caratterizzata da «sfide» particolari: questioni spinose che era meglio evitare ma che potevano saltar fuori, accenti particolari, giocatori che preferivano non avere una traduzione in chuchotage ma solo un riassunto della domanda, giocatori a dir poco sintetici nelle proprie risposte…

Per superare tutte queste piccole sfide è stato necessario utilizzare tutte le conoscenze acquisite negli ultimi anni, oltre che ricorrere a un po’ di sana improvvisazione. L’atmosfera in sala e in campo è risultata sempre serena e devo dire che la Fiorentina mi ha veramente colpito per essere riuscita a creare un clima così disteso e tranquillo tra giocatori, personale, tifosi e giornalisti.

Per chiudere posso dire solo che è stato un vero piacere e onore aver avuto modo di lavorare «in casa», oltre che aver avuto la possibilità di coniugare la mia passione per lo sport con la mia professione. Speriamo solo che il futuro riservi altre opportunità di questo tipo!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...