Red wedding…

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Dopo aver guardato  la penultima puntata della terza stagione di «Game of Thrones», non potevo non commentarla con un breve post…attenzione quindi, se non avete ancora visto l’episodio e siete fan della serie, fermatevi qui! (SPOILER ALERT)

Purtroppo Sky la trasmetterà solo la prossima settimana…

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Sapevo già che R. R. Martin, l’autore dei libri sui quali è basata la serie prodotta dalla HBO, adora sterminare i propri personaggi, inclusi i protagonisti principali. La morte di Ned Stark alla fine della prima stagione me l’aveva insegnato con le cattive… Ciononostante un massacro di questo tipo era veramente imprevedibile, a meno che qualcuno non avesse già letto i libri.

Il colpo di scena, in qualche modo, era stato annunciato già da un bel po’ di tempo su tutti i blog e i forum di appassionati della serie che avevano messo in guardia tutti «gli abitanti del regno» sul fatto che qualcosa di sconvolgente stava per avvenire. Inutile dire che i fan più saputelli e più «techie» hanno sfruttato questa loro conoscenza per farsi due risate alle spese di chi non si aspettava nulla, riprendendo le reazioni di diversi fan e pubblicandole su youtube (esempio: http://www.youtube.com/watch?v=78juOpTM3tE).

Oltre a dire che la mia reazione non è stata molto diversa (ricordo perfettamente il riflesso dell’espressione di sasso che avevo e che potevo vedere nello schermo nero del Mac mentre scorrevano i titoli di coda), la cosa che più mi ha interessato è stata la genialità e la crudeltà della scena, facendomi pensare «sarà mai accaduto veramente nella storia?».

La risposta a questo mio interrogativo è arrivata in un articolo del Time, pubblicato pochi giorni fa e che potete trovare in versione integrale a questo indirizzo: http://entertainment.time.com/2013/06/04/last-supper-the-real-life-massacre-that-inspired-the-game-of-thrones-red-wedding/?iid=ent-main-lead.

Black dinner

In questo reportage, George R. R. Martin racconta come per questa scena abbia tratto ispirazione da un fatto avvenuto veramente in Scozia, nel lontano novembre del 1440.

Allora, i principali esponenti della famiglia dei Black Douglas furono invitati a cena dal giovane re scozzese nella sala principale del castello di Edimburgo. La Scozia del tempo assomigliava lontanamente ai regni di Westeros, con diverse famiglie nobili in lotta tra loro per conquistare il potere. In questa lotta, i Douglas si trovavano opposti alla famiglia reale, ma per la cena venne garantita loro una specie di immunità, facendola così sembrare un’offerta di pace per riportare tranquillità tra le famiglie in guerra.

Terminato il banchetto, il re fermò la musica e i soldati presenti cominciarono a suonare un tamburo. In quel momento, alcuni uomini portarono nella sala un enorme vassoio il cui contenuto era però coperto da un coperchio. Una volta posto di fronte al capostipite della famiglia, il coperchio fu tolto, rivelando la testa di un toro (alcuni dicono un cinghiale), simbolo della morte. Tutti capirono immediatamente il messaggio: le guardie immobilizzarono i Douglas, li trascinarono nel cortile del castello e li giustiziarono sul posto.

La serata e il massacro che la caratterizzò entrò a far parte della storia scozzese con il nome di Black Dinner («Cena nera»).

Una storia crudele e agghiacciante che ricorda come la realtà molte volte riesce perfino a superare la finzione…o almeno riesce a ispirarla!

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2 pensieri su “Red wedding…

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